Nostos

LA MATERIA E LO SPIRITO  dal 16/10/2026 al 19/10/2026

Palazzo Russo-Larcan Via Libertà, 5 Capizzi (ME)


Nostos NOSTOS. LA MATERIA E LO SPIRITO
Mostra personale di Michele Principato Trosso
Capizzi (ME) – Sale espositive di Palazzo Russo-Larcan
Venerdì 16 ottobre 2026
Ore 19.30 – Inaugurazione
Dal 16 al 19 ottobre 2026
A cura di Nino Arrigo
Patrocinio dell'amministrazione comunale e dell'associazione produttori di Capizzi.
La mostra personale si inserisce come evento collaterale nel programma della XII edizione de "Il tartufo tra i sapori d'autunno" a Capizzi, dal 16 al 18 ottobre 2026.
NOSTOS: il viaggio e il ritorno
Nostos è il viaggio del ritorno, il viaggio di Ulisse, l'eroe mitologico dal multiforme ingegno. Michele Principato Trosso ritorna nel luogo delle proprie radici dopo un percorso artistico maturato e affermatosi anche lontano dalla sua terra. Ma ogni ritorno porta con sé il viaggio: la distanza, la memoria, la nostalgia, la trasformazione.
LA MATERIA E IL SUO DOPPIO
La sua pittura nasce da una materia densa, grumosa, stratificata: colore, colle, stracci e sovrapposizioni acquistano volume, debordano dalla superficie e trasformano la tela quasi in scultura. Una pittura plastica, corporea, nella quale si incontrano apollineo e dionisiaco, forma ed evanescenza.
Eppure la materia rimanda continuamente a qualcosa che la trascende. Viene alla mente Melville in Moby-Dick: «Non c’è atomo che si muove e viva nella materia che non abbia il suo sottile doppio nello spirito».
Materia e spirito diventano così i due poli della ricerca di Principato Trosso. La materia visibile conduce verso l’interiorità, la memoria, l’inconscio: verso quella “biosfera dell’io” che attraversa la sua ricerca.
MARE E TERRA: L’ABISSO E LA RADICE
Questa dialettica trova una delle sue immagini più potenti nella polarità fra mare e terra.
Da una parte i fondali e gli abissi marini: profondità oniriche, forme sommerse che affiorano e si dissolvono, luoghi dell’indistinto e dell’inconscio. Il mare è immersione, vertigine, viaggio verso l’ignoto.
Dall’altra la terra e i tronchi: realistici, nodosi, fortemente materici, a tratti quasi scultorei. Corpi che sembrano emergere dalla tela e diventano radice, memoria, ferita, appartenenza.
L’abisso e la radice.
Il mare e la terra.
Il viaggio e il ritorno.
La materia e lo spirito.
«Il mondo ha un senso perché ne ha due»: ancora una suggestione melvilliana per una pittura che sembra vivere costantemente della tensione fra gli opposti.
Ed è qui che Nostos acquista il suo significato più profondo: il mare è il viaggio, la distanza, l’ignoto; la terra è l’approdo, la memoria, la radice.
Tra gli abissi marini e i tronchi saldamente ancorati alla terra si disegna così anche la geografia interiore del ritorno di Michele Principato Trosso: partire e ritornare, immergersi e riemergere, perdersi nell’abisso e ritrovare la terra.
Nino Arrigo


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