Periferia: Transizioni visive
II Edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Durazzo 2026
dal 01/10/2026 al 31/10/2026
Ex Villa Reale di Re Zog I Rruga Kont Urani 34 Durazzo (ALTRO)

II Edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Durazzo 2026: “Periferia: Transizioni visive
Curatore: Massimo Scaringella
Sede principale: Ex Villa Reale di Re Zog I, Durazzo (e sedi diffuse)
Rruga Kont Urani 34,
Durata: 1 – 31 ottobre 2026
È attualmente in corso, e proseguirà fino al 31 ottobre 2026, la seconda edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Durazzo (Durës International Biennale of Contemporary Art). La manifestazione, dedicata interamente al campo delle arti visive, è stata fondata dallo storico dell’arte dott. Oltsen Gripshi ed è curata da Massimo Scaringella, curatore dal noto profilo internazionale. Per questa edizione, Scaringella ha invitato gli artisti a interpretare e approfondire il tema “Periferia: Transizioni visive”, attivando un dialogo profondo tra la realtà della periferia albanese e quella dei paesi partecipanti.
Questo importante appuntamento internazionale riceve il sostegno del Ministero del Turismo, della Cultura e dello Sport e del Comune di Durazzo, e si avvale della collaborazione istituzionale delle Ambasciate di Polonia, Kosovo, Brasile e Bulgaria, oltre a quella dell’Istituto Italiano di Cultura.
La Biennale vede la partecipazione attiva di 34 padiglioni nazionali, rappresentati da 45 artisti provenienti da tutto il mondo:
Albania: Arkond Canaj, Krist Dimo, Meri File, Valbona Kapllani, Ergys Krisiko, Henri Mimani, Ina Shani, Donald Veshaj Argentina: Karina Chechik Brasile: Karina Amadori, Brugnera, Juliane Fuganti, Ela Soares, Vidal Bulgaria: Nikolay Deliyanev Cambogia: Siden Kong Camerun: Afran Canada: Jeremiah Chechik Cile: Marilù Ortiz de Rozas Cipro: Vassilis Vassiliades Cina: Fan Bo Colombia: Lucas Goubert Cuba: Juan-Sì Gonzalez Finlandia: Tuomo Rosenlund Germania: Lucia Warck Meister Giappone: Hideyoshi Kurosawa Italia: Monica Pirone, Erica Ungari, Alessandro Zannier Kosovo: Eliza Hoxha Libano: Corine Gholam Fawaz Mauritius: Nirveda Alleck Mongolia: Nomin Bold Nigeria: Henry James Norvegia: Kenneth Blom Nuova Zelanda: Barbara Boekelman Polonia: Krzysztof Gil Slovacchia: Robert Hromec Spagna: Jorge R. Pombo Stati Uniti: Carey Maxon Sudafrica: Zak van Biljon Svizzera: Elisabeth Masé Togo: Abdoul-Ganiou Dermani Turchia: Ozan Bilgiseren Uganda: Timothy Akimanzi Uruguay: Diego Masi Vietnam: Le Thanh Tung “Crazy Monkey”
I padiglioni nazionali sono ospitati in 11 diverse istituzioni pubbliche, musei e luoghi del patrimonio culturale della città: la Galleria delle Belle Arti “Nikolet Vasia”, la Galleria del Centro Culturale per l’Infanzia, l’ex Villa Reale di Re Zog I (sede ufficiale dell'inaugurazione svoltasi il 1° ottobre), la Prefettura della Provincia di Durazzo, la Biblioteca Pubblica, l’Hamam medievale, il Museo Etnografico, il Museo Archeologico Nazionale, la Casa Museo “Aleksandër Moisiu”, Piazza “Liria” e Piazza “Veliera”. Sviluppandosi nell’intero tessuto urbano di Durazzo, la rassegna crea un rapporto diretto e un’interazione concreta tra il linguaggio dell’arte contemporanea e la comunità locale.
Il tema di questa seconda edizione, del curatore Massimo Scaringella “Periferia: Transizioni visive”
si propone di mettere in luce e valorizzare le espressioni artistiche del nostro presente attraverso l’approccio concettuale e filosofico degli artisti al tema della periferia. Antropologicamente, l'organizzazione dell'essere umano in società ha favorito la nascita delle città e, di conseguenza, delle loro periferie. La periferia è assimilabile al perimetro, al limite di un territorio in cui interagisce un gruppo sociale. Rappresenta il folklore urbano per eccellenza, un luogo pittoresco e contraddittorio: innocente e violento, poetico e degradante. Uno spazio che custodisce la verità dell’esistenza umana, dove il tempo sembra rimanere sospeso. Essa è lo specchio della verità di una società, dagli albori della storia fino alle metropoli contemporanee. Incarna la semplicità e la complessità delle sfide della vita: amicizia e inimicizia, rispetto e
disprezzo, onore e immoralità, accettazione e rifiuto, fedeltà e infedeltà, la libertà senza regole e il caos della convivenza che ne deriva, fino al fenomeno del “nuovo cittadino”. È in questa prospettiva che l’artista contemporaneo interviene con sensibilità per indagare questa verità e musealizzarla attraverso l’opera d’arte all’interno dello spazio espositivo.