ArteRaku.it - In arrivo a Pirano, arte pubblica sul tema della prigionia: "Prisoners", di Joshua Cesa - Per una riflessione sul tema della prigionia, a partire dalla Grande Guerra

In arrivo a Pirano, arte pubblica sul tema della prigionia: "Prisoners", di Joshua Cesa

Per una riflessione sul tema della prigionia, a partire dalla Grande Guerra  dal 06/05/2017 al 07/05/2017

La piccola corte antecedente alla Casa Museo Tartini Kajuhova 12, 6330, Pirano, Slovenia Pirano (TS)


In arrivo a Pirano, arte pubblica sul tema della prigionia: Prisoners, di Joshua Cesa A PIRANO, ARTE PUBBLICA SUL TEMA DELLA PRIGIONIA: L'INSTALLAZIONE "PRISONERS"


Inaugurazione: sabato 6 maggio ore 18.00, presso la piccola corte antecedente alla Casa Museo Tartini (Kajuhova 12, 6330, Pirano, Slovenia).
Orari: L’installazione sarà fruibile nell’area compresa tra Piazza Tartini, Strada Adamiceva e Strada Bolniska; dal 6 al 7 Maggio 2017, dalle 17.00 alle 21.00.
Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

IoDeposito Ong, in collaborazione con la regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Pirano e la Comunità degli Italiani di Pirano, inaugura sabato 6 maggio alle ore 18.00 presso la piccola corte antecedente alla Casa Museo Tartini (Kajuhova 12, 6330, Pirano, Slovenia) "Prisoners", opera concettuale di arte pubblica dell'artista Joshua Cesa. L'installazione, patrocinata dall'UNESCO, sarà fruibile gratuitamente dal 6 al 7 maggio, lungo i vicoli dell'area compresa tra Piazza Tartini, Strada Adamiceva e Strada Bolniska, dalle 17.00 alle 21.00. Per la prima volta a Pirano, l'appuntamento con IoDeposito Ong rientra nell’ambito della terza edizione della rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

In un'Europa che cento anni fa si configurava come una grande prigione a cielo aperto, quasi quindici milioni di persone vivevano intrappolate in carceri di guerra inumane. A fianco a loro, altrettanti civili soccombevano tra campi di rifugiati, campi d’evacuazione o tra le propria mura domestiche, prigionieri di una realtà di distruzione e di privazione. Attraverso la sua installazione, l'artista Joshua Cesa coinvolge lo spettatore a esplorare le tematiche legate alla prigionia, permettendo di interfacciarsi con una visione poli-focale della storia tra passato e presente. "Prisoners" nasce infatti dall'esigenza di indagare l’esperienza della prigionia in senso percettivo e, partendo dal vissuto storico della Grande Guerra, innesca una riflessione 'sensoriale' e contemporanea sull’idea della reclusione, invariabile implicazione di tutti i conflitti. L'installazione si realizza attraverso una serie di strutture cubiche poste a terra le quali, squadrate e monolitiche, si aprono al dinamismo mostrando l’immagine di numerosi prigionieri che dal loro interno, disperati, cercano l’uscita. Un contenitore che si fa quindi metafora di tutte le reclusioni -non solo quelle dovute alle guerre conclamate ma, anche, a quelle sommesse- in un tempo in cui l’uomo è prigioniero soprattutto di se stesso: inevitabile chiedersi quali siano, allora, i reali confini di una cella. "Prisoners" riesce a farsi vera e propria esperienza artistica, portando in sé due linguaggi apparentemente molto diversi: la fissità e la perfezione della figura geometrica dialoga e si relaziona col movimento disperato e primordiale di chi, nello schermo, sa di non potersi liberare.

«Inserita nello spazio urbano di Pirano, l’opera dialoga con le forme della città» spiega l'artista Joshua Cesa «il confronto tra il chiuso -gli snelli vicoli che caratterizzano il paesaggio- e l’aperto -l’ampia costa e la spazialità marittima- conduce il visitatore fino al mare, simbolo di speranza e di libertà da ogni prigione». Una seconda lettura svela inoltre come l'imbattersi casuale, negli schermi di "Prisoners", induca a riflettere sul paradosso dell’incontro-scontro tra la libertà del passante e la condizione esasperata del prigioniero, fuori da ogni tempo e da ogni luogo, risvegliando così una preziosa -seppur scomoda- memoria storica. I cubi diventano allora contenitore e contenuto e ciascun prigioniero, proprio come ciascun passante, è portatore di una propria storia: ogni prigione è diversa, ogni storia è diversa. Percorrendo le vie della città si incontrano, quasi per caso, questi racconti. La riflessione innescata da "Prisoners" sul dramma dei conflitti offre, sicuramente, un nuovo e multifocale punto di vista.


Contatti:
Link dell'evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/prisoners-by-joshua-cesa-3/
Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org
Direzione: info@iodeposito.org
Ufficio stampa: daniela.madonna@iodeposito.org


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