ArteRaku.it - “EXTRA-ORDINARIO A KM 0” DI DANIELE CAMETTI ASPRI IN MOSTRA A SPAZIO TADINI - a cura di Federicapaola Capecchi

“EXTRA-ORDINARIO A KM 0” DI DANIELE CAMETTI ASPRI IN MOSTRA A SPAZIO TADINI

a cura di Federicapaola Capecchi  dal 28/10/2015 al 14/11/2015

Spazio Tadini Via Niccolò Jommelli 24 Milano (MI)


EXTRA-ORDINARIO A KM 0  DI DANIELE CAMETTI ASPRI  IN MOSTRA A SPAZIO TADINI Spazio Tadini, luogo di eventi culturali e punto di riferimento nel panorama milanese fondato da Francesco Tadini e Melina Scalise, ospita la mostra “Extra-ordinario a Km 0” di Daniele Cametti Aspri a cura di Federicapaola Capecchi, un viaggio per gli occhi e l'immaginazione in una Milano in cui migliaia di anni e storie si intrecciano ma anche un focus sul percorso precedente del fotografo, sulla sua ricerca legata a spazi quotidiani e ambienti degradati.

La mostra rientra all’interno del programma del Photofestival, l’evento culturale promosso da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging - che vede Milano al centro dell’attenzione, ribadendo il suo ruolo di città capitale della fotografia italiana. Milano è, infatti, protagonista indiscussa di uno dei lavori che compongono “Extra-ordinario a Km 0”, ossia “Dark Cities Milano” - presentato per la prima volta in questa occasione - che offre nuovo lustro a strade, vicoli, palazzi, monumenti di questa città multiforme e di nuovo splendente. L'ordinario dei luoghi comuni come la nebbia, lo smog, il freddo, la città dove si va solo per lavorare dalla mattina alla sera non esiste. Come non esiste l'ordinario nel quotidiano e nella notte di questa città le cui vie gareggiano in seduzione, zone come Piazza Gae Aulenti e Porta Nuova – rinnovate - scintillano, i Navigli e la nuova Darsena rifulgono.

Nel testo della curatrice, Federicapaola Capecchi, si legge: “Dark Cities Milano gioca con buio, luce e ombre. Un’evoluzione del lavoro di Cametti nello studio della luce, precedentemente esplorato attraverso toni molto chiari di ambienti degradati, ora attraverso la ricerca della bellezza nella notte, nell’oscurità. Ogni immagine indaga cosa c'è nel buio, cosa di positivo e magnetico nell'oscurità, tanto in senso materiale quanto metaforico. Daniele Cametti Aspri lascia che lo spettatore immagini ciò che non può vedere, e colga il segreto respiro della composizione del suo alternarsi di pieni e di vuoti, di musica e di silenzio. Dal buio scaturiscono forme e figure che col buio si rapportano e si confrontano, traendo da esso luce e vigore comunicativo.”

A comporre “Extra-ordinario a Km 0”, concorrono però ulteriori progetti del fotografo, ossia American Dream, Uncommon Ostia, Lungoilmare e Verde contemporaneo.

In American Dream, Daniele Cametti Aspri ha voluto cogliere gli aspetti paradossali e surreali di Casalpalocco, frazione di Roma, creata nel mito del Sogno Americano. Un luogo esclusivo i cui abitanti, “i palocchini” rivaleggiano con “i pariolini”, residenti nell’altro quartiere “bene” di Roma. Ma dietro questa facciata così perfetta, dentro quelle case tutte uguali e rassicuranti, in questa magica armonia borghese, si iniziano a sentire delle note stonate.

Uncommon Ostia nasce, invece, dall’immaginario collettivo italiano, secondo cui Ostia è la meta di vacanza dei romani, una cittadina di mare chiassosa ed irriverente, pregna di romanità e spesso fonte di luoghi comuni. Negli anni 50, nel pieno del suo splendore, Ostia è stata meta di star cinematografiche e personaggi d’ogni tipo. Oggi Ostia è un po’ dimessa, come una signora di mezza età che ancora non si è accorta che gli anni sono trascorsi anche per lei. Nelle sue strutture architettoniche e nei suoi paesaggi desolati si leggono ancora le tracce di un passato fastoso sul viale del tramonto.

Lungoilmare è un lavoro seriale sui villini costruiti sul lungomare di Ostia dagli anni 30 ad oggi. Equidistanti, simmetrici, equamente esposti, dalla loro architettura e dal loro stato d'uso si evince la storia di Ostia e della società del litorale romano.

Verde contemporaneo è una nuova tonalità di verde comunemente abbinata con il "Grigio Cemento" o il "Grigio Asfalto" nella giustificazione paesaggistica ed ambientalista dello sviluppo della nuova urbanizzazione ad alta densità e dei mega centri commerciali ecofriendly. Solitamente è usato con parsimonia attraverso spennellate di alberelli di piccolo fusto di giovane età confinati in aiuole asfittiche che sicuramente ne fungeranno anche da tomba in breve tempo. Parimenti, il verde contemporaneo è presente anche nei rendering dei progetti urbanistici di studi di architettura blasonati e spesso viene usato con successo come alibi ad opere di cementificazione massiccia. La realtà è spesso diversa dalla fantasia degli architetti.

Il testo della curatrice evidenzia come “American Dream, Uncommon Ostia, Lungoilmare e Verde contemporaneo sono progetti in cui lo sguardo di Cametti Aspri si è soffermato su luoghi del vivere quotidiano, offrendo un riflesso del mondo sempre più suburbano intorno a noi. Cametti Aspri pretende di essere “neutrale” per restituire un'immagine con il minimo coinvolgimento (giudizio morale e preferenze personali) che renda ciò che osserva infinitamente più interessante di qualsiasi opinione possa avere di lui. Una rappresentazione che assume un taglio più antropologico che critico, più scientifico che artistico.”

“Sono contento ed orgoglioso di esporre all’interno di uno spazio espositivo unico nel suo genere quale Spazio Tadini, che mi permette di dare voce ad un personale percorso di ricerca a km zero” - commenta Daniele Cametti Aspri - “I diversi lavori che porto in mostra, pur differenti, esprimono e consolidano la mia visione della fotografia nella costante ricerca di offrire qualcosa di nuovo e originale all’interno dell’ordinario.”



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