"TESTAROXXA"

aspettando the road to contemporary art  dal 01/04/2009 al 01/04/2009

  Roma (RM)


TESTAROXXA Quattro video si incrociano tra le mura di Les Affiches. A tempo di musica, si muovono i personaggi di Anita Calà, in arte Testarossa. Le immagini multimediali e le sperimentazioni grafiche si accaniscono sul corpo femminile, che l’artista mette al centro della sua ricerca. Lo muove veloce, lo colora, lo fa ballare, gli attribuisce smorfie e lacrime, lo rende pingue e molle, lo mostra sempre in bilico tra cuore e cervello.
In contrasto con il movimento sfrenato delle prime opere, con le emozioni messe in piazza, con l’intimità rivelata, è proiettato anche “Carne in scatola”. Qui, Testarossa, è a caccia di bellezza ideale, non quella ostentata, piuttosto quella equivocata da membra e arti che si articolano senza un ordine, ingabbiati. A stento si muovono i corpi nudi, deformati dallo spazio sottraente che li costringe alla mancanza di gradevolezza estetica e sensualità.La cura è di Annamria Di Fabio e Michela Giannotti.

Anita vs Testarossa è un’opera multimediale, una visione originale di autoritratto dell’artista.
Il colore riempie lo spazio delle mura, disturbando l’immagine fisica, creando la continua lotta tra la ragione e lo spirito tra “essere” e la creatività, lo spirito e le emozioni.
Materia e spirito,bianco e colori, razionale e irrazionale, anita e testarossa.

La ballarotta è un’opera multimediale e pittorica. Anita Calà provoca con un’opera mista composta da quattro tele e un video centrale che corrispondono al busto mostrandoci l’intimità, i seni ma anche l’anima il cuore della donna. Il colore rosso simboleggia la parte “non perfetta” che tutti noi abbiamo e che tendiamo a nascondere mentre due x bianche cancellano le paure del giudizio e sottolineano la purezza e la spensieratezza con cui si può vivere il corpo femminile.
La protagonista si esibisce, prima timida in dondolamenti, poi libera in un ballo scatenato.

Help è un’opera multimediale interattiva. Il personaggio è in realtà dietro lo schermo e chiede disperatamente di essere liberato, ma nessuno lo sente, una richiesta di aiuto senza voce, un messaggio ignorato. Tutto in chiave dolce ironica, resa dal gioco della grafica e dei colori.

Carne in scatola è un video claustofobico in cui parti di corpo femminile, che a stento si muovono e a tratti scattano, galleggiano in un spazio che non si modella, ma al contrario costringe, ingabbia, intrappola. Sembra di galleggiare in un feto. Fino al grido disperato di una bocca che si apre, un grido di donna senza voce, asfissiante, di aiuto. Poi tutto riprende da capo. E’ un’ assenza di speranza per il soggetto nel video e per lo spettatore. L’unica alternativa, per entrambi, è quella di riemergere a respirare profondamente per “rimanere a galla”, per sopravvivere a quella condizione di calustofobia che quotidianamente ci costringe.

Nota Biografica
Anita Calà (in arte Testarossa) nasce il 6 agosto 1971 a Roma, dove tuttora vive e lavora. Dopo il diploma al Liceo artistico, frequenta l'Accademia di moda e costume. Ha lavorato come costumista per più di quindici anni per il cinema, la televisione ed il teatro ai massimi livelli. Nel 2005, arrivata all'apice della sua carriera di costumista, decide di mettersi in gioco scegliendo l'arte figurativa in tutte le sue forme quale espressione più autentica e rispondente alla propria natura creativa. Espone in diverse gallerie romane.



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